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Julia Onken

Julia Onken è nata nel 1942 ed è cresciuta in una costellazione familiare segnata da fratture, contraddizioni e forti tensioni. Fin da giovane ha imparato a osservare attentamente le persone e a distinguere tra ciò che viene detto e ciò che realmente si intende. Queste esperienze biografiche hanno costituito il terreno fertile per il suo successivo interesse verso questioni psicologiche, sociali e di genere. Il suo avvicinamento ai temi delle donne e della parità non è avvenuto attraverso il diritto, bensì attraverso la vita stessa.

Da autodidatta ha sviluppato una spiccata sensibilità per le dinamiche psicologiche, i rapporti di potere e le disuguaglianze strutturali. In seguito ha completato la sua formazione in psicologia applicata e transpersonale a Zurigo e Friburgo. Ha iniziato presto a lavorare con persone che vivevano situazioni di vita difficili, tra l’altro anche in un carcere. Nella sua pratica psicologica ha collegato costantemente le esperienze personali a un’analisi delle condizioni sociali. Ha riconosciuto che le crisi individuali delle donne sono state spesso l’espressione di svantaggi strutturali, manifestatisi, ad esempio, nella dipendenza economica, nella mancata valorizzazione del lavoro di cura o nella svalutazione pubblica delle voci femminili.

Il diritto di voto alle donne del 1971 non è stato vissuto da Julia Onken come una svolta biografica, ma inizialmente come un rumore di fondo. Solo più tardi, attraverso esperienze personali di separazione e dipendenza, è diventata pienamente consapevole della dimensione politica della privazione dei diritti delle donne. Queste intuizioni si sono innestate su un terreno già preparato da una solida formazione letteraria, da una sensibilità femminista e da una profonda riflessione psicologica.

Negli anni Ottanta ha fondato il Frauenseminar Bodensee, che è diventato un luogo centrale di formazione femminista. Qui ha unito sviluppo personale, sapere psicologico e analisi critica della società. Al centro del suo lavoro sono stati l’autostima, l’autoefficacia, il linguaggio e la domanda del perché, nonostante un’elevata competenza, le donne si siano esposte così raramente nello spazio pubblico e siano state ascoltate così poco. Attraverso seminari, percorsi formativi e pubblicazioni, Julia Onken ha dato un contributo importante a rendere visibili quei meccanismi sottili attraverso i quali le donne, ancora oggi, sono state svalutate e limitate.

Il percorso di vita di Julia Onken mostra in modo esemplare che la lotta per la parità non si svolge solo a livello legislativo. Il suo lavoro evidenzia quanto siano strettamente intrecciate le biografie personali, le strutture sociali e gli sviluppi politici e quanto l’educazione psicologica rimanga centrale per i processi di emancipazione.