{"id":1177,"date":"2026-05-18T03:53:49","date_gmt":"2026-05-18T03:53:49","guid":{"rendered":"https:\/\/dlf.uzh.ch\/sites\/frauenrechtsgeschichte\/?p=1177"},"modified":"2026-05-18T03:53:49","modified_gmt":"2026-05-18T03:53:49","slug":"regula-kaegi-diener-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dlf.uzh.ch\/sites\/frauenrechtsgeschichte\/it\/2026\/05\/18\/regula-kaegi-diener-3\/","title":{"rendered":"Regula K\u00e4gi-Diener"},"content":{"rendered":"<blockquote><p><span style=\"color: #333333;\">\u00abCi siamo sempre considerate una famiglia di donne.\u00bb<\/span><\/p><\/blockquote>\n<p><span style=\"color: #333333;\">Questa incisiva affermazione di Regula K\u00e4gi-Diener non richiama soltanto il suo contesto familiare, ma costituisce anche un filo conduttore della sua vita e del suo operato. Cresciuta nella regione zurighese dell\u2019Unterland in una famiglia culturalmente vivace e interessata a molteplici ambiti, insieme a un fratello e tre sorelle, ha sviluppato fin da giovane una sensibilit\u00e0 per le prospettive femminili e per la distribuzione dei ruoli nella societ\u00e0. Queste esperienze l\u2019hanno accompagnata nel corso della sua vita e hanno influenzato sia le sue scelte professionali sia il suo interesse per le questioni legate all\u2019uguaglianza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\">Il suo percorso formativo l\u2019ha portata inizialmente in una scuola media superiore a orientamento tecnico, un ambiente fortemente dominato dalla presenza maschile. Un\u2019esperienza simile l\u2019ha vissuta successivamente durante gli studi di giurisprudenza all\u2019Universit\u00e0 di Zurigo. Essendo una delle poche donne tra numerosi colleghi uomini e senza modelli femminili nel corpo docente, si \u00e8 trovata a operare in un contesto caratterizzato da strutture tradizionali. Tuttavia, non ha descritto quel periodo come gravoso, bens\u00ec come una fase in cui le poche donne ricevevano anche attenzione e riuscivano ad affermarsi. Fin da subito \u00e8 emerso il suo ampio ventaglio di interessi: accanto agli studi giuridici, ha continuato a seguire corsi di letteratura, linguistica e altre discipline.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\">Il percorso professionale di Regula K\u00e4gi-Diener \u00e8 stato variegato e strettamente intrecciato con gli sviluppi sociali del suo tempo. L\u2019introduzione del diritto di voto alle donne in Svizzera nel 1971 non l\u2019ha vissuta come un evento isolato, bens\u00ec come parte di un processo pi\u00f9 lungo, che aveva gi\u00e0 seguito e discusso attivamente da studentessa. La sua carriera l\u2019ha portata dall\u2019attivit\u00e0 di assistente universitaria e dal lavoro presso i tribunali a posizioni di responsabilit\u00e0 nelle amministrazioni cantonali, all\u2019esercizio della professione forense e successivamente di nuovo al mondo accademico.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\">Particolarmente significativo \u00e8 stato il suo crescente interesse per le questioni giuridiche fondamentali e per la parit\u00e0 tra donne e uomini. In un periodo di trasformazioni sociali, segnato dalle conseguenze del movimento del Sessantotto e dalla crescente visibilit\u00e0 dei discorsi femministi, ha iniziato a confrontarsi in modo sempre pi\u00f9 approfondito con il diritto dell\u2019uguaglianza e le questioni di genere. Questo impegno ha dato origine non solo a lavori scientifici, ma anche ad attivit\u00e0 didattiche e a ulteriori studi nell\u2019ambito dei Gender Studies. Si \u00e8 impegnata intensamente sia in organizzazioni di utilit\u00e0 pubblica sia in associazioni giuridiche, tra cui Donne Giuriste Svizzera e l\u2019Associazione Svizzera dei Giuristi (oggi Societ\u00e0 Svizzera di Giurisprudenza), di cui ha assunto la presidenza. Da una prospettiva umanistica, ha cos\u00ec potuto promuovere il dialogo professionale e contribuire attivamente allo sviluppo del dibattito giuridico e delle politiche di uguaglianza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\">L\u2019intervista traccia il ritratto di una giurista che ha seguito il proprio percorso con perseveranza e apertura intellettuale. La biografia di Regula K\u00e4gi-Diener rappresenta in modo emblematico una generazione di donne che si sono affermate all\u2019interno delle strutture esistenti, le hanno messe in discussione e le hanno gradualmente trasformate. La sua storia mostra come esperienze personali, cambiamenti sociali e curiosit\u00e0 intellettuale possano intrecciarsi e condurre a una comprensione riflessiva del diritto e dell\u2019uguaglianza.<\/span><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" id=\"kmsembed-0_kbqim300\" width=\"826\" height=\"465\" src=\"https:\/\/uzh.mediaspace.cast.switch.ch\/embed\/secure\/iframe\/entryId\/0_kbqim300\/uiConfId\/23449004\/st\/0\" class=\"kmsembed\" allowfullscreen webkitallowfullscreen mozAllowFullScreen allow=\"autoplay *; fullscreen *; encrypted-media *\" referrerPolicy=\"no-referrer-when-downgrade\" sandbox=\"allow-downloads allow-forms allow-same-origin allow-scripts allow-top-navigation allow-pointer-lock allow-popups allow-modals allow-orientation-lock allow-popups-to-escape-sandbox allow-presentation allow-top-navigation-by-user-activation\" frameborder=\"0\" title=\"Interview Regula K\u00e4gi-Diener\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abCi siamo sempre considerate una famiglia di donne.\u00bb Questa incisiva affermazione di Regula K\u00e4gi-Diener non richiama soltanto il suo contesto familiare, ma costituisce anche un&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":894,"featured_media":1173,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_customify_content_layout":"","_customify_sidebar":"","_customify_page_header_display":"default","_customify_disable_header":"","_customify_disable_header_top":"","_customify_disable_header_main":"","_customify_disable_header_bottom":"","_customify_disable_page_title":"","_customify_disable_content_vertical_padding":"","_customify_disable_footer_top":"","_customify_disable_footer_main":"","_customify_disable_footer_bottom":"","_customify_breadcrumb_display":"","_customify_header_transparent_display":"","footnotes":""},"categories":[253],"tags":[],"class_list":["post-1177","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-podcast-it"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/dlf.uzh.ch\/sites\/frauenrechtsgeschichte\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1177","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/dlf.uzh.ch\/sites\/frauenrechtsgeschichte\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/dlf.uzh.ch\/sites\/frauenrechtsgeschichte\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dlf.uzh.ch\/sites\/frauenrechtsgeschichte\/wp-json\/wp\/v2\/users\/894"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dlf.uzh.ch\/sites\/frauenrechtsgeschichte\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1177"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/dlf.uzh.ch\/sites\/frauenrechtsgeschichte\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1177\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1178,"href":"https:\/\/dlf.uzh.ch\/sites\/frauenrechtsgeschichte\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1177\/revisions\/1178"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dlf.uzh.ch\/sites\/frauenrechtsgeschichte\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1173"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/dlf.uzh.ch\/sites\/frauenrechtsgeschichte\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1177"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/dlf.uzh.ch\/sites\/frauenrechtsgeschichte\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1177"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/dlf.uzh.ch\/sites\/frauenrechtsgeschichte\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1177"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}