Ursula Nordmann è cresciuta in un ambiente familiare segnato da profondi strappi, ma anche da un sostegno decisivo. Figlia di un medico di campagna e una dei quattro fratelli, a quattro anni visse la separazione dei genitori. Da allora visse con la madre a Zurigo, in un piccolo appartamento nella casa dei nonni. Nonostante una dislessia allora non riconosciuta, concluse con successo la scuola a Zurigo, sviluppando proprie strategie per superare questa difficoltà. Grazie al sostegno dello zio poté trascorrere le vacanze in montagna e imparare a sciare — esperienze che segnarono positivamente i suoi primi anni di vita.
Dopo la maturità seguì il consiglio dello zio e iniziò gli studi a San Gallo con l’obiettivo di lavorare un giorno nella sua banca. Diversi stage internazionali a Parigi, Londra, Monaco e Ginevra completarono la sua formazione economica e le offrirono preziose prospettive. Dopo il fallimento della banca e la morte dello zio, i suoi progetti futuri si dissolsero improvvisamente, e Ursula dovette farsi strada in un mercato del lavoro che offriva pochissime opportunità alle donne nel campo dell’economia. Rifiutando di essere relegata al ruolo di segretaria di direzione, trovò infine un posto in una redazione di giornalismo economico.
Nel 1968 un’offerta del suo professore cambiò radicalmente la sua carriera: divenne assistente alla redazione del Commentario zurighese all’ASA. Un lavoro che svolse per quindici anni e che le permise di passare al diritto. Parallelamente all’attività professionale studiò giurisprudenza, specializzandosi in particolare nel diritto economico, fondò una famiglia e aprì un proprio studio legale dopo aver ottenuto il brevetto di avvocato. Nel 1994 fu nominata professoressa ordinaria di diritto economico all’Università di Neuchâtel e nel 1996 venne eletta al Tribunale federale, dove operò come giudice fino al 2007.
Il suo impegno andò però ben oltre l’insegnamento e la giustizia. Tra il 1984 e il 1990 Ursula Nordmann fu membro della Commissione federale per le questioni femminili, nella quale contribuì a importanti riforme: il nuovo diritto matrimoniale, la revisione del diritto del divorzio, l’introduzione della ripartizione della seconda pilastro e la decima revisione dell’AVS. Le sue competenze influenzarono in modo determinante progetti preliminari, consultazioni e dibattiti politici fondamentali per l’avanzamento della parità tra donne e uomini in Svizzera. Inoltre si impegnò nella divulgazione giuridica, convinta che la democrazia possa funzionare solo se la popolazione comprende su cosa è chiamata a votare.
Come avvocata, professoressa, membro di commissioni e più tardi giudice federale, Ursula Nordmann incarna una generazione di pioniere che, con perseveranza, precisione e un forte senso del bene comune, hanno reso possibili progressi significativi nel diritto svizzero della parità. La sua vita, segnata sia da gravi perdite personali sia da una notevole tenacia, mostra in modo eloquente come l’impegno individuale possa avviare cambiamenti sociali duraturi.