{"id":57,"date":"2024-11-10T15:11:43","date_gmt":"2024-11-10T14:11:43","guid":{"rendered":"https:\/\/dlf.uzh.ch\/openbooks\/xii-dies-romanicus-turicensis\/?post_type=chapter&#038;p=57"},"modified":"2025-05-20T12:06:54","modified_gmt":"2025-05-20T10:06:54","slug":"canu","status":"publish","type":"chapter","link":"https:\/\/dlf.uzh.ch\/openbooks\/xii-dies-romanicus-turicensis\/chapter\/canu\/","title":{"raw":"L\u2019influenza della cultura e dell\u2019identit\u00e0 basca nelle opere di Dolores Redondo","rendered":"L\u2019influenza della cultura e dell\u2019identit\u00e0 basca nelle opere di Dolores Redondo"},"content":{"raw":"<h6>Universit\u00e0 degli Studi di Sassari<\/h6>\r\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Abstract:<\/strong> \u00abEverything that has a name exists\u00bb (Barandiaran 2012: 16) with this popular belief of Bazt\u00e1n, the Basque author Dolores Redondo begins the final book of <em>The Baztan Trilogy<\/em>, composed of <em>The invisible guardian<\/em> \u2018<em>Il guardiano invisibile<\/em>\u2019, <em>The legacy of the bones <\/em>\u2018<em>Inciso nelle ossa<\/em>\u2019 and <em>Offering to the Storm<\/em> \u2018<em>Offerta alla tormenta<\/em>\u2019. Reading this quote, one wonders if and how everything that has a name exists. This paper will attempt to explore the relationship between Redondo's cultural and linguistic identity and her works and how much it has influenced the dissemination of her literature. Dolores Redondo's novels are set in the famous region of Navarre, which is both the physical space of the narrative, and an anthropological space that contains traditions, culture, language, and mythology. Thus, the place not only be\u00adcomes the protagonist of the narrative, but, above all, provides important information about its own cultural identity. These three novels allow the read\u00ader to discover the stories of the characters and, most important\u00adly, the culture and traditions in which they are immersed.\r\n<span style=\"color: #ffffff\">cc<\/span>\r\n<strong>Keywords:<\/strong><span style=\"text-align: initial;font-size: 1em\"> Cultural Identity; Basque Mythology; Linguistic Identity; The Baztan Trilogy; Dolores Redondo<\/span><\/p>\r\n\r\n<h1><strong>1 Il fenomeno letterario <\/strong><\/h1>\r\n<p style=\"font-weight: 400\">\u00abLa mujer que situ\u00f3 al Bazt\u00e1n en el mundo\u00bb (Rucabado: 2014). \u00c8 questo il titolo dell\u2019articolo che <em>El mundo<\/em> dedica alla scrittrice Dolores Redondo. L\u2019autrice basca, infatti, \u00e8 riuscita a portare sotto gli occhi di milioni di persone quello che per lei era il suo ambiente familiare, la sua casa, il suo spazio: i Paesi Baschi. <em>La Trilog\u00eda del Bazt\u00e1n<\/em> ha affascinato i lettori di tutto il mondo, arrivando ad essere tradotta in 32 lingue e a conquistare l\u2019attenzione del gigante Netflix, che ne ha comprato i diritti per svilupparne tre film.<\/p>\r\n<p style=\"font-weight: 400\">\u00c8 il caso di dire, quindi, che \u00abcon esta obra la mitolog\u00eda vasca trasciende fronteras\u00bb (Rucabado: 2014). Supera le frontiere geografiche, ma anche quelle letterarie, diventando un fenomeno sotto numerosi punti di vista.<\/p>\r\n<p style=\"font-weight: 400\">In questo lavoro si analizzeranno, brevemente, alcuni degli elementi che caratterizzano in maniera imprescindibile quest\u2019opera.<\/p>\r\n<p style=\"font-weight: 400\">Nei romanzi la presenza della cultura basca \u00e8 continua e, soprattutto, coinvolgente. Partendo dai luoghi, fino ad arrivare al cibo tipico \u00e8 interessante notare come ci si senta parte del mondo che viene raccontato, come dice Fuentes (2015: 3): \u00abDolores Redondo utiliza con habilidad el patrimonio mitolo\u0301gico de Euskadi y Navarra y consigue que el lector termine familiariza\u0301ndose con algunas de sus criaturas, convertidas en personajes que inter\u00ad\u00advienen en el desarrollo de la historia\u00bb.<\/p>\r\n<p style=\"font-weight: 400\">La storia di Amaia Salazar \u2013 la protagonista \u2013 si sviluppa nella Navarra, che possiamo definire culla e cuore dei Paesi Baschi grazie alle parole della stessa Redondo in un\u2019intervista online:<\/p>\r\n\r\n<blockquote>\r\n<p style=\"font-weight: 400\">lo primero que tengo que separar es el concepto Navarra y Pa\u00eds Vasco y tambi\u00e9n juntarlos porque el origen de los vascos se sit\u00faa en Navarra y se sit\u00faa en el lugar donde yo pongo la novela y empez\u00f3 el pueblo vasc\u00f3n, que es que dio origen [sic] al pueblo vasco pero que entonces no se cern\u00eda a las fronteras actuales, ocupaba parte de la actual Navarra, parte del sur de Francia y parte de lo que hoy es el Pa\u00eds Vasco. (Biblioteca Nacional Mariano Moreno 2017)<\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n<p style=\"font-weight: 400\">Amaia si muove tra posti diversi, tornando sempre a quello che \u00e8 il suo punto di riferimento: Elizondo, nome in <em>euskera <\/em>che significa letteralmente \u00abjunto \u2013 <em>ondo <\/em>\u2013 a la iglesia \u2013 <em>eliza<\/em> \u2013\u00bb (Del Castillo 2014: 20). Questa scelta letteraria ha influenzato in qualche modo l\u2019intera comunit\u00e0 poich\u00e9, dopo il successo della <em>Trilog\u00eda <\/em>i luoghi di Amaia sono diventati meta ambita del settore turistico.<\/p>\r\n\r\n<blockquote>\r\n<p style=\"font-weight: 400\">La literatura siempre ha sido un poderoso medio de transporte y la <em>Trilog\u00eda de Bazt\u00e1n<\/em> de Dolores Redondo es una muestra m\u00e1s de ello. A ra\u00edz de que la gran cantidad de lectores de la trilog\u00eda se han creado rutas tur\u00edsticas literarias basadas en los lugares m\u00e1s emblem\u00e1ticos que se describen en dichos libros. (Alcaraz &amp; Giannangeli 2019: 42-43)<\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n<p style=\"font-weight: 400\">Quindi, come la letteratura di Redondo viene influenzata dalla zona geografica allo stesso modo la zona geografica viene influenzata dalla letteratura, diventando cos\u00ec meta di viaggi culturali e acquisendo, di conseguenza, un maggior rilievo a livello turistico.<\/p>\r\n\r\n<h1><strong>2 <\/strong><strong>La cultura e la lingua basca come cardine tra identit\u00e0, letteratura e storia<\/strong><\/h1>\r\n<p style=\"font-weight: 400\">\u00c8 interessante concentrare l\u2019attenzione sul fatto che portare la cultura basca fuori dal proprio confine non \u00e8 una cosa cos\u00ec facile come potrebbe sembrare. Il popolo basco, infatti, si \u00e8 da sempre contraddistinto per la sua indole indipendentista, anche dal punto di vista linguistico. La definizione pi\u00f9 significativa del popolo basco \u00e8 proprio quella che esso d\u00e0 di s\u00e9 stesso, designandosi come <em>Eskualdunak<\/em>, cio\u00e8 \u00abcoloro che possiedono l\u2019<em>eskuara <\/em>(la lingua basca)\u00bb. Similmente il paese \u00e8 chiamato \u00ab<em>eskualherri<\/em>\u00bb che vuol dire: \u00abpaese di lingua basca\u00bb (Caianiello &amp; Cam 1995: 15).<\/p>\r\n<p style=\"font-weight: 400\">A questo proposito, \u00e8 utile evidenziare come l\u2019<em>euskera <\/em>venga utilizzato nei romanzi e svolga il proprio ruolo dentro il lessico familiare e culturale. I termini del repertorio familiare castigliani \u2013 mam\u00e1, pap\u00e1, abuela \u2013 vengono sostituiti con quelli in <em>euskera<\/em>: <em>aita<\/em>, <em>ama<\/em>, <em>amatxi <\/em>per sottolineare l\u2019appartenenza alla propria cultura e l\u2019attaccamento alle origini. Uno dei messaggi principali della <em>Trilog\u00eda <\/em>\u00e8, infatti, l\u2019importanza del ritorno al passato, a tutto ci\u00f2 che riguarda la storia di s\u00e9 e del luogo da cui si proviene.<\/p>\r\n<p style=\"font-weight: 400\">Non \u00e8 solo la lingua basca a fare da ponte culturale, ma particolare attenzione va dedicata anche a ci\u00f2 che riguarda la cucina e il cibo locale. Il primo esempio \u00e8 sicuramente il <em>txantxigorri<\/em>: \u00ab\u2014Es un <em>txantxigorri<\/em> \u2013 intervino Amaia \u2014. Es un pastel t\u00edpico de esta zona [\u2026]. Manteca, harina, huevos, az\u00facar, levadura y chicharrones fritos para hacer una torta, una receta ancestral\u00bb (Redondo 2013a: 17).<\/p>\r\n<p style=\"font-weight: 400\">Il dolce interviene in maniera prepotente all\u2019interno della trama poich\u00e9 viene posizionato dall\u2019assassino sulle proprie vittime ed \u00e8, inoltre, legato all\u2019azienda Mantecadas Salazar della famiglia di Amaia.<\/p>\r\n<p style=\"font-weight: 400\">L\u2019elemento culturale gastronomico appare anche nel momento in cui si citano determinati prodotti come il liquore tipico <em>patxaran <\/em>(Redondo 2013b: 93), il Chivite rosado, vino caratteristico della zona della Navarra, gli spaghetti con i funghi, alimento usuale nelle zone boschive (Redondo 2013a: 36).<\/p>\r\n<p style=\"font-weight: 400\">\u00c8 interessante, inoltre, il ruolo che viene dato alla noce. All\u2019interno della trilogia, questo piccolo frutto secco viene citato diverse volte:<\/p>\r\n\r\n<blockquote>\r\n<p style=\"font-weight: 400\">\u2014\u00bfNueces? \u00bfQu\u00e9 significado tiene eso? \u2014 pregunt\u00f3, pensando en el solitario fruto que Flora hab\u00eda colocado sobre la tumba de Anne Arbizu.<\/p>\r\n<p style=\"font-weight: 400\">La nuez simboliza el poder de la belagile. En su peque\u00f1o cerebro interior, la bruja concentra su deseo mal\u00e9fico. Si se la da a un ni\u00f1o y \u00e9ste se la come, enfermar\u00e1 gravemente. (Redondo 2013b: 376)<\/p>\r\n<p style=\"font-weight: 400\">Una \u00faltima pregunta, \u00bfsignifican para usted algo las nueces?\r\nEl gesto del hombre se hel\u00f3 en su cara y comenz\u00f3 a temblar visiblemente mientras su rostro se arrugaba y romp\u00eda a llorar.[...]<\/p>\r\n<p style=\"font-weight: 400\">\u2014Simbolizan el poder. La nuez porta la maldici\u00f3n de la bruja o el brujo dentro de su peque\u00f1o cerebro, significa que eres su objetivo, que viene a por ti. (Redondo 2014: 416)<\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n<p style=\"font-weight: 400\">Partendo da questa citazione sulle streghe \u00e8 opportuno andare ad analizzare quella parte culturale che gira intorno al passato della Navarra. Storicamente, infatti, la zona in questione \u00e8 stata tra le pi\u00f9 colpite dalla Santa Inquisizione Spagnola. L\u2019uomo che riusc\u00ec, in qualche modo, a debellare questa continua caccia fu Don Alonso de Salazar y Fr\u00edas. Egli fu il primo inquisitore ad applicare un metodo differente durante gli interrogatori e, dopo un viaggio attraverso la Navarra lungo otto mesi, ritorn\u00f2 a Logro\u00f1o affermando che \u00abnon ci furono n\u00e9 stregoni n\u00e9 stregati nel paese fino a che non si cominci\u00f2 a parlare e a scrivere di loro\u00bb (Henningsen 1990: 7). Salazar, quindi, si pu\u00f2 considerare il primo inquisitore che bas\u00f2 tutta la propria ricerca sul presupposto scientifico che esiste solo ci\u00f2 che si pu\u00f2 provare e\/o documentare:<\/p>\r\n\r\n<blockquote>\r\n<p style=\"font-weight: 400\">Salazar non si dava mai per vinto, malgrado le difficolt\u00e0 e anche l\u2019opposizione delle massime autorit\u00e0, fossero il re o il papa\u2026 Faceva uno studio preliminare delle cause che gli proponevano per difendere solo quelle che considerava giuste\u2026 Valorizzava le prove documentali considerando che senza di esse non si poteva andare avanti in alcun processo, il che lo avrebbe condotto in qualche occasione alla ricerca di documenti in archivi (Henningsen 1990: 41).<\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n<p style=\"font-weight: 400\">Non \u00e8 un caso, perci\u00f2, che il cognome della protagonista sia, appunto, Salazar. Questa scelta \u00e8 importante sicuramente dal punto di vista narrativo per poter sottolineare lo spirito da detective della stessa Amaia (Canu 2021: 157) ma, soprattutto, per il rilievo storico-culturale. Salazar, infatti, fa parte della storia della Navarra e, in questo modo, l\u2019autrice riesce a restituirgli quell\u2019identit\u00e0 che aveva perduto rimanendo secretato all\u2019interno dei vari archivi per tutta la durata dell\u2019Inquisizione.<\/p>\r\n<p style=\"font-weight: 400\">A proposito delle streghe, appare doveroso notare l\u2019importanza dell\u2019uso dell\u2019<em>euskera <\/em>nelle varie situazioni in cui vengono menzionate, soprattutto nell\u2019ultimo libro. Un esempio eclatante \u00e8 la canzone che Flora \u2013 la sorella di Amaia \u2013 canta al nipotino Ibai:<\/p>\r\n\r\n<div class=\"tg-wrap custom-poem-quote\">\r\n<table>\r\n<tbody>\r\n<tr>\r\n<td>Sorgina pirulina erratza gainean\r\nipurdia zikina, kapela buruan.\r\nSorgina sorgina ipurdia zikina,\r\ntentela zara zu?\r\nEzetz harrapatu.<\/td>\r\n<td>La bruja piruja subida a una escoba,\r\nel culo sucio, el capirote en la cabeza.\r\nBruja, bruja, del culo sucio,\r\n\u00bferes tonta?\r\n\u00a1A que no me pillas!\r\n(Redondo 2014: 276)<\/td>\r\n<\/tr>\r\n<\/tbody>\r\n<\/table>\r\n<\/div>\r\n<p style=\"font-weight: 400\">Inoltre, \u00e8 opportuno evidenziare che la parola in <em>euskera sorgina <\/em>viene utilizzata \u2013 in alternanza con <em>belagile <\/em>\u2013 per sostituire il termine castigliano bruja. Questo, all\u2019interno del romanzo viene notato anche dalla protagonista che, durante il caso della morte di Anne, la sente appellare con il termine <em>belagile<\/em>:<\/p>\r\n\r\n<blockquote>\r\n<p style=\"font-weight: 400\"><em>Belagile<\/em>. Una bruja. No una adivinadora, ni una curandera. Una mujer poderosa y oscura con un terrible pacto sobre su alma. Una servidora del mal capaz de torcer y retorcer los hechos hasta adaptarlos a su voluntad. <em>Belagile<\/em>. Hac\u00eda a\u00f1os que no le escuchaba as\u00ed; en euskera moderno se dec\u00eda <em>sorgin<\/em>, <em>sorgi\u00f1a<\/em>. <em>Belagile <\/em>era el modo antiguo, el verdadero, el que se refiere a los servidores del maligno. (Redondo 2013a: 207)<\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n<p style=\"font-weight: 400\">\u00c8 in questo momento che Amaia sente il bisogno di scoprire di pi\u00f9 sulla propria cultura, anche attraverso il libro <em>Brujer\u00eda y brujas<\/em> di J. M. Barandiaran. Questo elemento pu\u00f2 portarci a riflettere sull\u2019importanza che l\u2019autrice d\u00e0 al contesto in cui si svolge la vicenda. Partendo da personaggi reali, infatti, riesce a unire in maniera ottimale quel confine tra realt\u00e0 e fantasia, cata\u00adpultando il lettore all\u2019interno delle storie che fanno parte della tradizione dei Paesi Baschi, ma che ancora suscitano curiosit\u00e0.<\/p>\r\n<p style=\"font-weight: 400\">L\u2019<em>euskera<\/em>, inoltre, porta con s\u00e9 il compito di parlare di tradizioni e formule magiche. Per esempio, quando muore qualcuno, \u00e8 consuetudine che la <em>etxeko andrea <\/em>\u2018padrona della casa\u2019 vada nel campo in cui si trovano gli alveari per comunicare alle api la perdita subita e la necessit\u00e0 di produrre pi\u00f9 cera per le candele, necessarie durante la veglia e il funerale. La comunicazione avviene attraverso questa formula magica:<\/p>\r\n\r\n<div class=\"tg-wrap custom-poem-quote\">\r\n<table>\r\n<tbody>\r\n<tr>\r\n<td>Erliak, erliak\r\nGaur il da etxeko nausiya\r\nErliak, erliak,\r\nEta bear da elizan arg\u00eda.<\/td>\r\n<td>Abejas, abejas.\r\nHoy ha muerto el amo de la casa.\r\nAbejas, abejas.\r\nY necesita luz en la iglesia.\r\n(Redondo 2014: 41)<\/td>\r\n<\/tr>\r\n<\/tbody>\r\n<\/table>\r\n<\/div>\r\n<h1><strong>3 <\/strong><strong>Mitologia e <em>noir<\/em><\/strong><\/h1>\r\n<p style=\"font-weight: 400\">L\u2019ultimo argomento di cui tratteremo riguarda l\u2019influenza della mitologia basca; infatti, il <em>modus operandi <\/em>dell\u2019assassino richiama le figure che ne fanno parte, \u00abpor este motivo, resulta necesario comprender qu\u00e9 supone la mitolog\u00eda en la comunidad del valle del Bazt\u00e1n para entender los crimenes\u00bb (Ram\u00f3n 2022: 129) e pertanto entrar a far parte di tutto ci\u00f2 che riguarda la cultura, la tradizione e il folclore.<\/p>\r\n<p style=\"font-weight: 400\">Emblema delle credenze popolari sono sicuramente la zia Engrasi \u2013 anello di congiunzione tra realt\u00e0 e mitologia (Canu 2021: 169) e, quindi, tra ci\u00f2 che sembra e ci\u00f2 che \u00e8 in realt\u00e0 \u2013 e Jonan Etxaide \u2013 poliziotto, archeologo e antropologo che ricopre il ruolo di braccio destro di Amaia fino alla sua fine. A proposito di Etxaide \u00e8 interessante notare come il suo cognome riporti al concetto che unisce la tradizione basco \u2013 navarra e la scienza:<\/p>\r\n\r\n<blockquote>\r\n<p style=\"font-weight: 400\">El apellido de este personaje, cuyo significado etimol\u00f3gico deviene de \u201c<em>etxe<\/em>\u201d (casa) y \u201c<em>bide<\/em>\u201d (camino), concret\u00e1ndose en \u201ccamino de la casa\u201d, hace referencia tambi\u00e9n a un <em>baserri<\/em> (caser\u00edo) situado en el municipio navarro de Anu\u00e9, por lo que supone un primer punto de anclaje entre la tradici\u00f3n mitol\u00f3gica vasco \u2013 navarra, la ciencia contempor\u00e1nea y el camino que las va a conectar. (Ram\u00f3n 2022: 126)<\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n<p style=\"font-weight: 400\">Questo avvalora ci\u00f2 che dice Redondo in un\u2019intervista per <em>Antena3<\/em>:<\/p>\r\n\r\n<blockquote>\r\n<p style=\"font-weight: 400\">No s\u00e9 si hoy en d\u00eda en el valle de Bazt\u00e1n siguen creyendo en criaturas y seres mitol\u00f3gicos, lo que s\u00ed s\u00e9 es que mucha gente contin\u00faa poniendo un <em>eguzkilore<\/em> en sus puertas para evitar que entren brujas. Lo hacen por creencia o por tradici\u00f3n, pero lo hacen. (Antena3 2013)<\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n<p style=\"font-weight: 400\">Gli esseri mitologici come <em>Basajaun<\/em>, la dea <em>Mari<\/em>, <em>Tarttalo<\/em> e <em>Inguma<\/em> o i simboli come l\u2019<em>eguzkilore <\/em>riescono a portare il lettore all\u2019interno di quelle che sono le credenze popolari scatenando, ovviamente, la curiosit\u00e0 verso ci\u00f2 che non si conosce.<\/p>\r\n<p style=\"font-weight: 400\">Appare interessante mettere in evidenza che l\u2019autrice fa in modo di spiegare chi sono queste figure o che uso abbiano i vari simboli per mezzo dei personaggi. Questo accade anche per ci\u00f2 che riguarda il mondo delle streghe in cui, paradossalmente, il nostro Cicerone \u00e8 il sacerdote Sarasola.<\/p>\r\n<p style=\"font-weight: 400\">Andando in ordine di apparizione troviamo il <em>Basajaun<\/em> \u2013 parola in <em>euskera<\/em> che letteralmente significa \u2018se\u00f1or del bosque\u2019 \u2013 che viene descritto dalla sorella di Amaia, Rosaura:<\/p>\r\n\r\n<blockquote>\r\n<p style=\"font-weight: 400\">\u2014No, no, un basajaun es una criatura real, un hom\u00ednido que mide unos dos metros y medio de alto, con anchas espaldas, una larga melena y bastante pelo por todo el cuerpo. Habita en los bosques, de los que forma parte y en los que act\u00faa como entidad protectora. Seg\u00fan las leyendas cuida de que el equilibrio del bosque se mantenga intacto. (Redondo 2013a: 124)<\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n<p style=\"font-weight: 400\">Nel secondo libro la figura mitologica a cui si associa il crimine \u00e8 <em>Tarttalo<\/em>. Anche in questo caso Redondo fa in modo che sia il personaggio letterario di Etxaide a spiegare il personaggio mitologico:<\/p>\r\n\r\n<blockquote>\r\n<p style=\"font-weight: 400\">\u2014Tarttalo, conocido tambi\u00e9n como T\u00e1rtaro y como Torto es una figura de la mitolog\u00eda vasco navarra, un c\u00edclope de un solo ojo y gran envergadura, extraordinariamente fuerte y agresivo, que se alimenta de ovejas, doncellas y pastores, aunque tambi\u00e9n aparece como pastor de sus propios reba\u00f1os en algunas referencias, pero de cualquier modo, siempre como devorador de cristianos. [\u2026] En el Pa\u00eds Vasco tiene una gran importancia entre los antiguos vascones, aunque los datos relativos a su presencia se extienden hasta bien entrado el siglo XX. (Redondo 2013b: 87)<\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n<p style=\"font-weight: 400\">Per ultimo troviamo <em>Inguma<\/em>, figura mitologica associata al terzo libro. Questo demone \u00e8 interessante non solo dal punto di vista letterario per lo sviluppo della storia, ma soprattutto perch\u00e9 ci fa rendere conto di quanto i vari popoli del mondo abbiano adottato la stessa idea per poter giustificare eventi della vita che altrimenti sarebbero inspiegabili come, ad esempio, la morte in culla.<\/p>\r\n\r\n<blockquote>\r\n<p style=\"font-weight: 400\">\u2014Vaya, es una de las criaturas m\u00e1s antiguas y oscuras de la mitolog\u00eda tradicional, un genio mal\u00e9fico que aparece de noche en las casas cuando sus moradores se hallan dormidos, estrangula sus cuellos dificult\u00e1ndoles la respiraci\u00f3n y caus\u00e1ndoles una incre\u00edble angustia; se le considera causante de horribles pesadillas, ahogos nocturnos y lo que ahora se conoce como apnea del sue\u00f1o, un per\u00edodo en el que el durmiente deja de respirar sin causa aparente y vuelve a hacerlo en algunos casos a los pocos segundos, y en otros se prolonga hasta causarles la muerte. [\u2026]\u00a0 por supuesto se le consideraba causante de la muerte s\u00fabita de los lactantes mientras dorm\u00edan. (Redondo 2014: 67)<\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n<p style=\"font-weight: 400\">Redondo, inoltre, ci offre il modo per proteggerci da questa creatura. In questo caso, a differenza dei precedenti, non viene usato l\u2019<em>euskera<\/em>, ma il castigliano. Questa scelta sembrerebbe voler trasmettere l\u2019universalit\u00e0 della paura che questo demone crea all\u2019umanit\u00e0 e, perci\u00f2, dare l\u2019opportunit\u00e0 a chiun\u00adque di sapere come difendersi. Infatti, con questa preziosa formula di sottomissione si costringe il demonio a fare qualcosa che gli occuper\u00e0 molto tempo.<\/p>\r\n\r\n<blockquote>\r\n<p style=\"font-weight: 400\"><em>Inguma<\/em>, no te temo.\r\nA Dios, a madre Mar\u00eda tom\u00f3 por protectores.\r\nEn el cielo estrellas, en la tierra hierbas,\r\nen la costa arenas, hasta haberlas contado todas, no te me presentes. (Redondo 2014: 67)<\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n<h1><strong>4 <\/strong><strong>Conclusioni<\/strong><\/h1>\r\n<p style=\"font-weight: 400\">Sarebbero molti gli aspetti su cui concentrarsi per far capire quanto la cultura e la lingua di Redondo influiscano all\u2019interno delle sue opere e, soprattutto, nella <em>Trilog\u00eda del Bazt\u00e1n<\/em>. In questi pochi esempi citati, per\u00f2, si \u00e8 in grado di capire il profondo legame della letteratura con il luogo da cui ha origine. \u00c8 la stessa autrice ad affermare che tutto ci\u00f2 che scrive riguarda lei, la sua vita e il mondo mitologico che ha sempre conosciuto, ma \u00e8 importante mettere in evidenza che il germe dei racconti \u00e8 un fatto reale. Redondo, in\u00adfatti, porta avanti la storia di una bambina di quattordici mesi, offerta in sacrificio dai suoi genitori poich\u00e9 membri di una setta.<\/p>\r\n<p style=\"font-weight: 400\">La spiegazione della mitologia, del folclore, delle tradizioni in questo caso serve per tramandare una storia dimenticata e insabbiata, ma che ha portato alla morte di un'innocente.<\/p>\r\n<p style=\"font-weight: 400\">Infine, appare opportuno concentrarsi sull\u2019importanza della lingua come riconoscimento della propria identit\u00e0, l\u2019<em>euskera<\/em> \u00e8 protagonista indiscusso della narrazione ed \u00e8, inoltre, un prezioso elemento culturale che l\u2019autrice vuole trasmettere ai propri lettori, avvalendosi anche di un mini-glossario alla fine di ogni romanzo.<\/p>\r\n<p style=\"font-weight: 400\">Le leggende, la mitologia, la cultura di una delle zone pi\u00f9 affascinanti della Spagna sono state portate nel mondo, rendendo il Bazt\u00e1n uno dei posti pi\u00f9 famosi della letteratura contemporanea.<\/p>\r\n\r\n<h1 style=\"font-weight: 400\"><strong>Bibliografia e sitografia<\/strong><\/h1>\r\n<p class=\"hanging-indent\" style=\"font-weight: 400\">Alcaraz, Cristina &amp; Silvia Giannangeli (2019). \u00abEl fluir de las letras. Literatura como modalidad de promoci\u00f3n tur\u00edstica y turismo como recurso para acercarse a la literatura\u00bb, <em>Journal of Tourism and Heritage Research<\/em> 2 (1), 40-53.<\/p>\r\n<p class=\"hanging-indent\" style=\"font-weight: 400\">Antena3 (2013). \u00abDolores Redondo: \u201cLa mitolog\u00eda puede ser m\u00e1s terror\u00edfica que las historias de vampiros y lobos\u201d\u00bb, in: &lt;<a href=\"https:\/\/www.antena3.com\/noticias\/cultura\/dolores-redondo-mitologia-puede-ser-mas-terrorifica-que-historias-vampiros-lobos_201301155754958d4beb2837bbfed8f6.html\">https:\/\/www.antena3.com\/noticias\/cultura\/dolores-redondo-mitologia-puede-ser-mas-terrorifica-que-historias-vampiros-lobos_201301155754958d4beb2837bbfed8f6.html<\/a>&gt;[10.04.2024].<\/p>\r\n<p class=\"hanging-indent\" style=\"font-weight: 400\">Barandiaran, Jos\u00e9 Miguel (2012). <em>Brujer\u00eda y brujas<\/em>, \u00a0Donostia \u2013 San Sebasti\u00e1n, Txertoa.<\/p>\r\n<p class=\"hanging-indent\" style=\"font-weight: 400\">Biblioteca Nacional Mariano Moreno (2017). \u00abEntrevista a Dolores Redondo, Youtube\u00bb, in: &lt;<a href=\"https:\/\/youtu.be\/YTSkyUDa9Sc?t=32\">https:\/\/youtu.be\/YTSkyUDa9Sc?t=32<\/a>&gt; [10.04.2024].<\/p>\r\n<p class=\"hanging-indent\" style=\"font-weight: 400\">Caianiello, Eva &amp; Lourdes Cam (1995). <em>Misteri e magie dei Paesi Baschi<\/em>, Milano, Arcana Editrice.<\/p>\r\n<p class=\"hanging-indent\" style=\"font-weight: 400\">Canu, Chiara Petra (2021). <em>Il caso Dolores Redondo: la Trilog\u00eda del Bazt\u00e1n<\/em>, Savona, in Sedicesimo Delfino &amp; Enrile Editori.<\/p>\r\n<p class=\"hanging-indent\" style=\"font-weight: 400\">Del Castillo, Alicia (2014). <em>El valle prodigioso, una ruta legendaria por el valle de Bazt\u00e1n, <\/em>Barcelona, Destino.<\/p>\r\n<p class=\"hanging-indent\" style=\"font-weight: 400\">Fuentes, Eugenio (2015). \u00abEl Basajaun, el Tarttalo y la Inguma\u00bb, in: &lt;<a href=\"https:\/\/www.revistadelibros.com\/el-basajaun-el-tarttalo-y-la-inguma\/\">https:\/\/www.revistadelibros.com\/el-basajaun-el-tarttalo-y-la-inguma\/<\/a>&gt; [10.04.2024].<\/p>\r\n<p class=\"hanging-indent\" style=\"font-weight: 400\">Henningsen, Gustav, (1990). <em>L\u2019avvocato delle streghe: stregoneria basca e inquisizione spagnola<\/em>. Trad. Gianna Guadalupi, Milano, Garzanti.<\/p>\r\n<p class=\"hanging-indent\" style=\"font-weight: 400\">Ram\u00f3n, Emilio (2022). \u00abEl guardi\u00e1n invisible, un procedimiento policial femenino cient\u00edfico \u2013 mitol\u00f3gico\u00bb, <em>Hispania<\/em> 105 (1), 121-134.<\/p>\r\n<p class=\"hanging-indent\" style=\"font-weight: 400\">Redondo, Dolores (2013a). <em>El guardi\u00e1n invisible<\/em>, Barcelona, Destino.<\/p>\r\n<p class=\"hanging-indent\" style=\"font-weight: 400\">Redondo, Dolores (2013b). <em>Legado en los huesos<\/em>, Barcelona, Destino.<\/p>\r\n<p class=\"hanging-indent\" style=\"font-weight: 400\">Redondo, Dolores (2014). <em>Ofrenda a la tormenta<\/em>, Barcelona, Destino.<\/p>\r\n<p class=\"hanging-indent\" style=\"font-weight: 400\">Rucabado, Beatriz (2014). \u00abLa mujer que situ\u00f3 al Bazt\u00e1n en el mundo\u00bb, in: &lt;<a href=\"https:\/\/www.elmundo.es\/pais-vasco\/2014\/12\/07\/548486c5ca47418a1d8b4571.html\">https:\/\/www.elmundo.es\/pais-vasco\/2014\/12\/07\/548486c5ca47418a1d8b4571.html<\/a>&gt; [10.04.2024].<\/p>","rendered":"<h6>Universit\u00e0 degli Studi di Sassari<\/h6>\n<p style=\"font-weight: 400\"><strong>Abstract:<\/strong> \u00abEverything that has a name exists\u00bb (Barandiaran 2012: 16) with this popular belief of Bazt\u00e1n, the Basque author Dolores Redondo begins the final book of <em>The Baztan Trilogy<\/em>, composed of <em>The invisible guardian<\/em> \u2018<em>Il guardiano invisibile<\/em>\u2019, <em>The legacy of the bones <\/em>\u2018<em>Inciso nelle ossa<\/em>\u2019 and <em>Offering to the Storm<\/em> \u2018<em>Offerta alla tormenta<\/em>\u2019. Reading this quote, one wonders if and how everything that has a name exists. This paper will attempt to explore the relationship between Redondo&#8217;s cultural and linguistic identity and her works and how much it has influenced the dissemination of her literature. Dolores Redondo&#8217;s novels are set in the famous region of Navarre, which is both the physical space of the narrative, and an anthropological space that contains traditions, culture, language, and mythology. Thus, the place not only be\u00adcomes the protagonist of the narrative, but, above all, provides important information about its own cultural identity. These three novels allow the read\u00ader to discover the stories of the characters and, most important\u00adly, the culture and traditions in which they are immersed.<br \/>\n<span style=\"color: #ffffff\">cc<\/span><br \/>\n<strong>Keywords:<\/strong><span style=\"text-align: initial;font-size: 1em\"> Cultural Identity; Basque Mythology; Linguistic Identity; The Baztan Trilogy; Dolores Redondo<\/span><\/p>\n<h1><strong>1 Il fenomeno letterario <\/strong><\/h1>\n<p style=\"font-weight: 400\">\u00abLa mujer que situ\u00f3 al Bazt\u00e1n en el mundo\u00bb (Rucabado: 2014). \u00c8 questo il titolo dell\u2019articolo che <em>El mundo<\/em> dedica alla scrittrice Dolores Redondo. L\u2019autrice basca, infatti, \u00e8 riuscita a portare sotto gli occhi di milioni di persone quello che per lei era il suo ambiente familiare, la sua casa, il suo spazio: i Paesi Baschi. <em>La Trilog\u00eda del Bazt\u00e1n<\/em> ha affascinato i lettori di tutto il mondo, arrivando ad essere tradotta in 32 lingue e a conquistare l\u2019attenzione del gigante Netflix, che ne ha comprato i diritti per svilupparne tre film.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">\u00c8 il caso di dire, quindi, che \u00abcon esta obra la mitolog\u00eda vasca trasciende fronteras\u00bb (Rucabado: 2014). Supera le frontiere geografiche, ma anche quelle letterarie, diventando un fenomeno sotto numerosi punti di vista.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">In questo lavoro si analizzeranno, brevemente, alcuni degli elementi che caratterizzano in maniera imprescindibile quest\u2019opera.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Nei romanzi la presenza della cultura basca \u00e8 continua e, soprattutto, coinvolgente. Partendo dai luoghi, fino ad arrivare al cibo tipico \u00e8 interessante notare come ci si senta parte del mondo che viene raccontato, come dice Fuentes (2015: 3): \u00abDolores Redondo utiliza con habilidad el patrimonio mitolo\u0301gico de Euskadi y Navarra y consigue que el lector termine familiariza\u0301ndose con algunas de sus criaturas, convertidas en personajes que inter\u00ad\u00advienen en el desarrollo de la historia\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">La storia di Amaia Salazar \u2013 la protagonista \u2013 si sviluppa nella Navarra, che possiamo definire culla e cuore dei Paesi Baschi grazie alle parole della stessa Redondo in un\u2019intervista online:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"font-weight: 400\">lo primero que tengo que separar es el concepto Navarra y Pa\u00eds Vasco y tambi\u00e9n juntarlos porque el origen de los vascos se sit\u00faa en Navarra y se sit\u00faa en el lugar donde yo pongo la novela y empez\u00f3 el pueblo vasc\u00f3n, que es que dio origen [sic] al pueblo vasco pero que entonces no se cern\u00eda a las fronteras actuales, ocupaba parte de la actual Navarra, parte del sur de Francia y parte de lo que hoy es el Pa\u00eds Vasco. (Biblioteca Nacional Mariano Moreno 2017)<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"font-weight: 400\">Amaia si muove tra posti diversi, tornando sempre a quello che \u00e8 il suo punto di riferimento: Elizondo, nome in <em>euskera <\/em>che significa letteralmente \u00abjunto \u2013 <em>ondo <\/em>\u2013 a la iglesia \u2013 <em>eliza<\/em> \u2013\u00bb (Del Castillo 2014: 20). Questa scelta letteraria ha influenzato in qualche modo l\u2019intera comunit\u00e0 poich\u00e9, dopo il successo della <em>Trilog\u00eda <\/em>i luoghi di Amaia sono diventati meta ambita del settore turistico.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"font-weight: 400\">La literatura siempre ha sido un poderoso medio de transporte y la <em>Trilog\u00eda de Bazt\u00e1n<\/em> de Dolores Redondo es una muestra m\u00e1s de ello. A ra\u00edz de que la gran cantidad de lectores de la trilog\u00eda se han creado rutas tur\u00edsticas literarias basadas en los lugares m\u00e1s emblem\u00e1ticos que se describen en dichos libros. (Alcaraz &amp; Giannangeli 2019: 42-43)<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"font-weight: 400\">Quindi, come la letteratura di Redondo viene influenzata dalla zona geografica allo stesso modo la zona geografica viene influenzata dalla letteratura, diventando cos\u00ec meta di viaggi culturali e acquisendo, di conseguenza, un maggior rilievo a livello turistico.<\/p>\n<h1><strong>2 <\/strong><strong>La cultura e la lingua basca come cardine tra identit\u00e0, letteratura e storia<\/strong><\/h1>\n<p style=\"font-weight: 400\">\u00c8 interessante concentrare l\u2019attenzione sul fatto che portare la cultura basca fuori dal proprio confine non \u00e8 una cosa cos\u00ec facile come potrebbe sembrare. Il popolo basco, infatti, si \u00e8 da sempre contraddistinto per la sua indole indipendentista, anche dal punto di vista linguistico. La definizione pi\u00f9 significativa del popolo basco \u00e8 proprio quella che esso d\u00e0 di s\u00e9 stesso, designandosi come <em>Eskualdunak<\/em>, cio\u00e8 \u00abcoloro che possiedono l\u2019<em>eskuara <\/em>(la lingua basca)\u00bb. Similmente il paese \u00e8 chiamato \u00ab<em>eskualherri<\/em>\u00bb che vuol dire: \u00abpaese di lingua basca\u00bb (Caianiello &amp; Cam 1995: 15).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">A questo proposito, \u00e8 utile evidenziare come l\u2019<em>euskera <\/em>venga utilizzato nei romanzi e svolga il proprio ruolo dentro il lessico familiare e culturale. I termini del repertorio familiare castigliani \u2013 mam\u00e1, pap\u00e1, abuela \u2013 vengono sostituiti con quelli in <em>euskera<\/em>: <em>aita<\/em>, <em>ama<\/em>, <em>amatxi <\/em>per sottolineare l\u2019appartenenza alla propria cultura e l\u2019attaccamento alle origini. Uno dei messaggi principali della <em>Trilog\u00eda <\/em>\u00e8, infatti, l\u2019importanza del ritorno al passato, a tutto ci\u00f2 che riguarda la storia di s\u00e9 e del luogo da cui si proviene.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Non \u00e8 solo la lingua basca a fare da ponte culturale, ma particolare attenzione va dedicata anche a ci\u00f2 che riguarda la cucina e il cibo locale. Il primo esempio \u00e8 sicuramente il <em>txantxigorri<\/em>: \u00ab\u2014Es un <em>txantxigorri<\/em> \u2013 intervino Amaia \u2014. Es un pastel t\u00edpico de esta zona [\u2026]. Manteca, harina, huevos, az\u00facar, levadura y chicharrones fritos para hacer una torta, una receta ancestral\u00bb (Redondo 2013a: 17).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Il dolce interviene in maniera prepotente all\u2019interno della trama poich\u00e9 viene posizionato dall\u2019assassino sulle proprie vittime ed \u00e8, inoltre, legato all\u2019azienda Mantecadas Salazar della famiglia di Amaia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">L\u2019elemento culturale gastronomico appare anche nel momento in cui si citano determinati prodotti come il liquore tipico <em>patxaran <\/em>(Redondo 2013b: 93), il Chivite rosado, vino caratteristico della zona della Navarra, gli spaghetti con i funghi, alimento usuale nelle zone boschive (Redondo 2013a: 36).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">\u00c8 interessante, inoltre, il ruolo che viene dato alla noce. All\u2019interno della trilogia, questo piccolo frutto secco viene citato diverse volte:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"font-weight: 400\">\u2014\u00bfNueces? \u00bfQu\u00e9 significado tiene eso? \u2014 pregunt\u00f3, pensando en el solitario fruto que Flora hab\u00eda colocado sobre la tumba de Anne Arbizu.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">La nuez simboliza el poder de la belagile. En su peque\u00f1o cerebro interior, la bruja concentra su deseo mal\u00e9fico. Si se la da a un ni\u00f1o y \u00e9ste se la come, enfermar\u00e1 gravemente. (Redondo 2013b: 376)<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Una \u00faltima pregunta, \u00bfsignifican para usted algo las nueces?<br \/>\nEl gesto del hombre se hel\u00f3 en su cara y comenz\u00f3 a temblar visiblemente mientras su rostro se arrugaba y romp\u00eda a llorar.[&#8230;]<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">\u2014Simbolizan el poder. La nuez porta la maldici\u00f3n de la bruja o el brujo dentro de su peque\u00f1o cerebro, significa que eres su objetivo, que viene a por ti. (Redondo 2014: 416)<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"font-weight: 400\">Partendo da questa citazione sulle streghe \u00e8 opportuno andare ad analizzare quella parte culturale che gira intorno al passato della Navarra. Storicamente, infatti, la zona in questione \u00e8 stata tra le pi\u00f9 colpite dalla Santa Inquisizione Spagnola. L\u2019uomo che riusc\u00ec, in qualche modo, a debellare questa continua caccia fu Don Alonso de Salazar y Fr\u00edas. Egli fu il primo inquisitore ad applicare un metodo differente durante gli interrogatori e, dopo un viaggio attraverso la Navarra lungo otto mesi, ritorn\u00f2 a Logro\u00f1o affermando che \u00abnon ci furono n\u00e9 stregoni n\u00e9 stregati nel paese fino a che non si cominci\u00f2 a parlare e a scrivere di loro\u00bb (Henningsen 1990: 7). Salazar, quindi, si pu\u00f2 considerare il primo inquisitore che bas\u00f2 tutta la propria ricerca sul presupposto scientifico che esiste solo ci\u00f2 che si pu\u00f2 provare e\/o documentare:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"font-weight: 400\">Salazar non si dava mai per vinto, malgrado le difficolt\u00e0 e anche l\u2019opposizione delle massime autorit\u00e0, fossero il re o il papa\u2026 Faceva uno studio preliminare delle cause che gli proponevano per difendere solo quelle che considerava giuste\u2026 Valorizzava le prove documentali considerando che senza di esse non si poteva andare avanti in alcun processo, il che lo avrebbe condotto in qualche occasione alla ricerca di documenti in archivi (Henningsen 1990: 41).<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"font-weight: 400\">Non \u00e8 un caso, perci\u00f2, che il cognome della protagonista sia, appunto, Salazar. Questa scelta \u00e8 importante sicuramente dal punto di vista narrativo per poter sottolineare lo spirito da detective della stessa Amaia (Canu 2021: 157) ma, soprattutto, per il rilievo storico-culturale. Salazar, infatti, fa parte della storia della Navarra e, in questo modo, l\u2019autrice riesce a restituirgli quell\u2019identit\u00e0 che aveva perduto rimanendo secretato all\u2019interno dei vari archivi per tutta la durata dell\u2019Inquisizione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">A proposito delle streghe, appare doveroso notare l\u2019importanza dell\u2019uso dell\u2019<em>euskera <\/em>nelle varie situazioni in cui vengono menzionate, soprattutto nell\u2019ultimo libro. Un esempio eclatante \u00e8 la canzone che Flora \u2013 la sorella di Amaia \u2013 canta al nipotino Ibai:<\/p>\n<div class=\"tg-wrap custom-poem-quote\">\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td>Sorgina pirulina erratza gainean<br \/>\nipurdia zikina, kapela buruan.<br \/>\nSorgina sorgina ipurdia zikina,<br \/>\ntentela zara zu?<br \/>\nEzetz harrapatu.<\/td>\n<td>La bruja piruja subida a una escoba,<br \/>\nel culo sucio, el capirote en la cabeza.<br \/>\nBruja, bruja, del culo sucio,<br \/>\n\u00bferes tonta?<br \/>\n\u00a1A que no me pillas!<br \/>\n(Redondo 2014: 276)<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p style=\"font-weight: 400\">Inoltre, \u00e8 opportuno evidenziare che la parola in <em>euskera sorgina <\/em>viene utilizzata \u2013 in alternanza con <em>belagile <\/em>\u2013 per sostituire il termine castigliano bruja. Questo, all\u2019interno del romanzo viene notato anche dalla protagonista che, durante il caso della morte di Anne, la sente appellare con il termine <em>belagile<\/em>:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"font-weight: 400\"><em>Belagile<\/em>. Una bruja. No una adivinadora, ni una curandera. Una mujer poderosa y oscura con un terrible pacto sobre su alma. Una servidora del mal capaz de torcer y retorcer los hechos hasta adaptarlos a su voluntad. <em>Belagile<\/em>. Hac\u00eda a\u00f1os que no le escuchaba as\u00ed; en euskera moderno se dec\u00eda <em>sorgin<\/em>, <em>sorgi\u00f1a<\/em>. <em>Belagile <\/em>era el modo antiguo, el verdadero, el que se refiere a los servidores del maligno. (Redondo 2013a: 207)<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"font-weight: 400\">\u00c8 in questo momento che Amaia sente il bisogno di scoprire di pi\u00f9 sulla propria cultura, anche attraverso il libro <em>Brujer\u00eda y brujas<\/em> di J. M. Barandiaran. Questo elemento pu\u00f2 portarci a riflettere sull\u2019importanza che l\u2019autrice d\u00e0 al contesto in cui si svolge la vicenda. Partendo da personaggi reali, infatti, riesce a unire in maniera ottimale quel confine tra realt\u00e0 e fantasia, cata\u00adpultando il lettore all\u2019interno delle storie che fanno parte della tradizione dei Paesi Baschi, ma che ancora suscitano curiosit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">L\u2019<em>euskera<\/em>, inoltre, porta con s\u00e9 il compito di parlare di tradizioni e formule magiche. Per esempio, quando muore qualcuno, \u00e8 consuetudine che la <em>etxeko andrea <\/em>\u2018padrona della casa\u2019 vada nel campo in cui si trovano gli alveari per comunicare alle api la perdita subita e la necessit\u00e0 di produrre pi\u00f9 cera per le candele, necessarie durante la veglia e il funerale. La comunicazione avviene attraverso questa formula magica:<\/p>\n<div class=\"tg-wrap custom-poem-quote\">\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td>Erliak, erliak<br \/>\nGaur il da etxeko nausiya<br \/>\nErliak, erliak,<br \/>\nEta bear da elizan arg\u00eda.<\/td>\n<td>Abejas, abejas.<br \/>\nHoy ha muerto el amo de la casa.<br \/>\nAbejas, abejas.<br \/>\nY necesita luz en la iglesia.<br \/>\n(Redondo 2014: 41)<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<h1><strong>3 <\/strong><strong>Mitologia e <em>noir<\/em><\/strong><\/h1>\n<p style=\"font-weight: 400\">L\u2019ultimo argomento di cui tratteremo riguarda l\u2019influenza della mitologia basca; infatti, il <em>modus operandi <\/em>dell\u2019assassino richiama le figure che ne fanno parte, \u00abpor este motivo, resulta necesario comprender qu\u00e9 supone la mitolog\u00eda en la comunidad del valle del Bazt\u00e1n para entender los crimenes\u00bb (Ram\u00f3n 2022: 129) e pertanto entrar a far parte di tutto ci\u00f2 che riguarda la cultura, la tradizione e il folclore.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Emblema delle credenze popolari sono sicuramente la zia Engrasi \u2013 anello di congiunzione tra realt\u00e0 e mitologia (Canu 2021: 169) e, quindi, tra ci\u00f2 che sembra e ci\u00f2 che \u00e8 in realt\u00e0 \u2013 e Jonan Etxaide \u2013 poliziotto, archeologo e antropologo che ricopre il ruolo di braccio destro di Amaia fino alla sua fine. A proposito di Etxaide \u00e8 interessante notare come il suo cognome riporti al concetto che unisce la tradizione basco \u2013 navarra e la scienza:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"font-weight: 400\">El apellido de este personaje, cuyo significado etimol\u00f3gico deviene de \u201c<em>etxe<\/em>\u201d (casa) y \u201c<em>bide<\/em>\u201d (camino), concret\u00e1ndose en \u201ccamino de la casa\u201d, hace referencia tambi\u00e9n a un <em>baserri<\/em> (caser\u00edo) situado en el municipio navarro de Anu\u00e9, por lo que supone un primer punto de anclaje entre la tradici\u00f3n mitol\u00f3gica vasco \u2013 navarra, la ciencia contempor\u00e1nea y el camino que las va a conectar. (Ram\u00f3n 2022: 126)<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"font-weight: 400\">Questo avvalora ci\u00f2 che dice Redondo in un\u2019intervista per <em>Antena3<\/em>:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"font-weight: 400\">No s\u00e9 si hoy en d\u00eda en el valle de Bazt\u00e1n siguen creyendo en criaturas y seres mitol\u00f3gicos, lo que s\u00ed s\u00e9 es que mucha gente contin\u00faa poniendo un <em>eguzkilore<\/em> en sus puertas para evitar que entren brujas. Lo hacen por creencia o por tradici\u00f3n, pero lo hacen. (Antena3 2013)<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"font-weight: 400\">Gli esseri mitologici come <em>Basajaun<\/em>, la dea <em>Mari<\/em>, <em>Tarttalo<\/em> e <em>Inguma<\/em> o i simboli come l\u2019<em>eguzkilore <\/em>riescono a portare il lettore all\u2019interno di quelle che sono le credenze popolari scatenando, ovviamente, la curiosit\u00e0 verso ci\u00f2 che non si conosce.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Appare interessante mettere in evidenza che l\u2019autrice fa in modo di spiegare chi sono queste figure o che uso abbiano i vari simboli per mezzo dei personaggi. Questo accade anche per ci\u00f2 che riguarda il mondo delle streghe in cui, paradossalmente, il nostro Cicerone \u00e8 il sacerdote Sarasola.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Andando in ordine di apparizione troviamo il <em>Basajaun<\/em> \u2013 parola in <em>euskera<\/em> che letteralmente significa \u2018se\u00f1or del bosque\u2019 \u2013 che viene descritto dalla sorella di Amaia, Rosaura:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"font-weight: 400\">\u2014No, no, un basajaun es una criatura real, un hom\u00ednido que mide unos dos metros y medio de alto, con anchas espaldas, una larga melena y bastante pelo por todo el cuerpo. Habita en los bosques, de los que forma parte y en los que act\u00faa como entidad protectora. Seg\u00fan las leyendas cuida de que el equilibrio del bosque se mantenga intacto. (Redondo 2013a: 124)<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"font-weight: 400\">Nel secondo libro la figura mitologica a cui si associa il crimine \u00e8 <em>Tarttalo<\/em>. Anche in questo caso Redondo fa in modo che sia il personaggio letterario di Etxaide a spiegare il personaggio mitologico:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"font-weight: 400\">\u2014Tarttalo, conocido tambi\u00e9n como T\u00e1rtaro y como Torto es una figura de la mitolog\u00eda vasco navarra, un c\u00edclope de un solo ojo y gran envergadura, extraordinariamente fuerte y agresivo, que se alimenta de ovejas, doncellas y pastores, aunque tambi\u00e9n aparece como pastor de sus propios reba\u00f1os en algunas referencias, pero de cualquier modo, siempre como devorador de cristianos. [\u2026] En el Pa\u00eds Vasco tiene una gran importancia entre los antiguos vascones, aunque los datos relativos a su presencia se extienden hasta bien entrado el siglo XX. (Redondo 2013b: 87)<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"font-weight: 400\">Per ultimo troviamo <em>Inguma<\/em>, figura mitologica associata al terzo libro. Questo demone \u00e8 interessante non solo dal punto di vista letterario per lo sviluppo della storia, ma soprattutto perch\u00e9 ci fa rendere conto di quanto i vari popoli del mondo abbiano adottato la stessa idea per poter giustificare eventi della vita che altrimenti sarebbero inspiegabili come, ad esempio, la morte in culla.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"font-weight: 400\">\u2014Vaya, es una de las criaturas m\u00e1s antiguas y oscuras de la mitolog\u00eda tradicional, un genio mal\u00e9fico que aparece de noche en las casas cuando sus moradores se hallan dormidos, estrangula sus cuellos dificult\u00e1ndoles la respiraci\u00f3n y caus\u00e1ndoles una incre\u00edble angustia; se le considera causante de horribles pesadillas, ahogos nocturnos y lo que ahora se conoce como apnea del sue\u00f1o, un per\u00edodo en el que el durmiente deja de respirar sin causa aparente y vuelve a hacerlo en algunos casos a los pocos segundos, y en otros se prolonga hasta causarles la muerte. [\u2026]\u00a0 por supuesto se le consideraba causante de la muerte s\u00fabita de los lactantes mientras dorm\u00edan. (Redondo 2014: 67)<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"font-weight: 400\">Redondo, inoltre, ci offre il modo per proteggerci da questa creatura. In questo caso, a differenza dei precedenti, non viene usato l\u2019<em>euskera<\/em>, ma il castigliano. Questa scelta sembrerebbe voler trasmettere l\u2019universalit\u00e0 della paura che questo demone crea all\u2019umanit\u00e0 e, perci\u00f2, dare l\u2019opportunit\u00e0 a chiun\u00adque di sapere come difendersi. Infatti, con questa preziosa formula di sottomissione si costringe il demonio a fare qualcosa che gli occuper\u00e0 molto tempo.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"font-weight: 400\"><em>Inguma<\/em>, no te temo.<br \/>\nA Dios, a madre Mar\u00eda tom\u00f3 por protectores.<br \/>\nEn el cielo estrellas, en la tierra hierbas,<br \/>\nen la costa arenas, hasta haberlas contado todas, no te me presentes. (Redondo 2014: 67)<\/p>\n<\/blockquote>\n<h1><strong>4 <\/strong><strong>Conclusioni<\/strong><\/h1>\n<p style=\"font-weight: 400\">Sarebbero molti gli aspetti su cui concentrarsi per far capire quanto la cultura e la lingua di Redondo influiscano all\u2019interno delle sue opere e, soprattutto, nella <em>Trilog\u00eda del Bazt\u00e1n<\/em>. In questi pochi esempi citati, per\u00f2, si \u00e8 in grado di capire il profondo legame della letteratura con il luogo da cui ha origine. \u00c8 la stessa autrice ad affermare che tutto ci\u00f2 che scrive riguarda lei, la sua vita e il mondo mitologico che ha sempre conosciuto, ma \u00e8 importante mettere in evidenza che il germe dei racconti \u00e8 un fatto reale. Redondo, in\u00adfatti, porta avanti la storia di una bambina di quattordici mesi, offerta in sacrificio dai suoi genitori poich\u00e9 membri di una setta.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">La spiegazione della mitologia, del folclore, delle tradizioni in questo caso serve per tramandare una storia dimenticata e insabbiata, ma che ha portato alla morte di un&#8217;innocente.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Infine, appare opportuno concentrarsi sull\u2019importanza della lingua come riconoscimento della propria identit\u00e0, l\u2019<em>euskera<\/em> \u00e8 protagonista indiscusso della narrazione ed \u00e8, inoltre, un prezioso elemento culturale che l\u2019autrice vuole trasmettere ai propri lettori, avvalendosi anche di un mini-glossario alla fine di ogni romanzo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400\">Le leggende, la mitologia, la cultura di una delle zone pi\u00f9 affascinanti della Spagna sono state portate nel mondo, rendendo il Bazt\u00e1n uno dei posti pi\u00f9 famosi della letteratura contemporanea.<\/p>\n<h1 style=\"font-weight: 400\"><strong>Bibliografia e sitografia<\/strong><\/h1>\n<p class=\"hanging-indent\" style=\"font-weight: 400\">Alcaraz, Cristina &amp; Silvia Giannangeli (2019). \u00abEl fluir de las letras. Literatura como modalidad de promoci\u00f3n tur\u00edstica y turismo como recurso para acercarse a la literatura\u00bb, <em>Journal of Tourism and Heritage Research<\/em> 2 (1), 40-53.<\/p>\n<p class=\"hanging-indent\" style=\"font-weight: 400\">Antena3 (2013). \u00abDolores Redondo: \u201cLa mitolog\u00eda puede ser m\u00e1s terror\u00edfica que las historias de vampiros y lobos\u201d\u00bb, in: &lt;<a href=\"https:\/\/www.antena3.com\/noticias\/cultura\/dolores-redondo-mitologia-puede-ser-mas-terrorifica-que-historias-vampiros-lobos_201301155754958d4beb2837bbfed8f6.html\">https:\/\/www.antena3.com\/noticias\/cultura\/dolores-redondo-mitologia-puede-ser-mas-terrorifica-que-historias-vampiros-lobos_201301155754958d4beb2837bbfed8f6.html<\/a>&gt;[10.04.2024].<\/p>\n<p class=\"hanging-indent\" style=\"font-weight: 400\">Barandiaran, Jos\u00e9 Miguel (2012). <em>Brujer\u00eda y brujas<\/em>, \u00a0Donostia \u2013 San Sebasti\u00e1n, Txertoa.<\/p>\n<p class=\"hanging-indent\" style=\"font-weight: 400\">Biblioteca Nacional Mariano Moreno (2017). \u00abEntrevista a Dolores Redondo, Youtube\u00bb, in: &lt;<a href=\"https:\/\/youtu.be\/YTSkyUDa9Sc?t=32\">https:\/\/youtu.be\/YTSkyUDa9Sc?t=32<\/a>&gt; [10.04.2024].<\/p>\n<p class=\"hanging-indent\" style=\"font-weight: 400\">Caianiello, Eva &amp; Lourdes Cam (1995). <em>Misteri e magie dei Paesi Baschi<\/em>, Milano, Arcana Editrice.<\/p>\n<p class=\"hanging-indent\" style=\"font-weight: 400\">Canu, Chiara Petra (2021). <em>Il caso Dolores Redondo: la Trilog\u00eda del Bazt\u00e1n<\/em>, Savona, in Sedicesimo Delfino &amp; Enrile Editori.<\/p>\n<p class=\"hanging-indent\" style=\"font-weight: 400\">Del Castillo, Alicia (2014). <em>El valle prodigioso, una ruta legendaria por el valle de Bazt\u00e1n, <\/em>Barcelona, Destino.<\/p>\n<p class=\"hanging-indent\" style=\"font-weight: 400\">Fuentes, Eugenio (2015). \u00abEl Basajaun, el Tarttalo y la Inguma\u00bb, in: &lt;<a href=\"https:\/\/www.revistadelibros.com\/el-basajaun-el-tarttalo-y-la-inguma\/\">https:\/\/www.revistadelibros.com\/el-basajaun-el-tarttalo-y-la-inguma\/<\/a>&gt; [10.04.2024].<\/p>\n<p class=\"hanging-indent\" style=\"font-weight: 400\">Henningsen, Gustav, (1990). <em>L\u2019avvocato delle streghe: stregoneria basca e inquisizione spagnola<\/em>. Trad. Gianna Guadalupi, Milano, Garzanti.<\/p>\n<p class=\"hanging-indent\" style=\"font-weight: 400\">Ram\u00f3n, Emilio (2022). \u00abEl guardi\u00e1n invisible, un procedimiento policial femenino cient\u00edfico \u2013 mitol\u00f3gico\u00bb, <em>Hispania<\/em> 105 (1), 121-134.<\/p>\n<p class=\"hanging-indent\" style=\"font-weight: 400\">Redondo, Dolores (2013a). <em>El guardi\u00e1n invisible<\/em>, Barcelona, Destino.<\/p>\n<p class=\"hanging-indent\" style=\"font-weight: 400\">Redondo, Dolores (2013b). <em>Legado en los huesos<\/em>, Barcelona, Destino.<\/p>\n<p class=\"hanging-indent\" style=\"font-weight: 400\">Redondo, Dolores (2014). <em>Ofrenda a la tormenta<\/em>, Barcelona, Destino.<\/p>\n<p class=\"hanging-indent\" style=\"font-weight: 400\">Rucabado, Beatriz (2014). \u00abLa mujer que situ\u00f3 al Bazt\u00e1n en el mundo\u00bb, in: &lt;<a href=\"https:\/\/www.elmundo.es\/pais-vasco\/2014\/12\/07\/548486c5ca47418a1d8b4571.html\">https:\/\/www.elmundo.es\/pais-vasco\/2014\/12\/07\/548486c5ca47418a1d8b4571.html<\/a>&gt; [10.04.2024].<\/p>\n","protected":false},"author":419,"menu_order":7,"template":"","meta":{"pb_show_title":"on","pb_short_title":"","pb_subtitle":"","pb_authors":["chiara-petra-canu"],"pb_section_license":""},"chapter-type":[],"contributor":[69],"license":[],"class_list":["post-57","chapter","type-chapter","status-publish","hentry","contributor-chiara-petra-canu"],"part":3,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/dlf.uzh.ch\/openbooks\/xii-dies-romanicus-turicensis\/wp-json\/pressbooks\/v2\/chapters\/57","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/dlf.uzh.ch\/openbooks\/xii-dies-romanicus-turicensis\/wp-json\/pressbooks\/v2\/chapters"}],"about":[{"href":"https:\/\/dlf.uzh.ch\/openbooks\/xii-dies-romanicus-turicensis\/wp-json\/wp\/v2\/types\/chapter"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dlf.uzh.ch\/openbooks\/xii-dies-romanicus-turicensis\/wp-json\/wp\/v2\/users\/419"}],"version-history":[{"count":34,"href":"https:\/\/dlf.uzh.ch\/openbooks\/xii-dies-romanicus-turicensis\/wp-json\/pressbooks\/v2\/chapters\/57\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":723,"href":"https:\/\/dlf.uzh.ch\/openbooks\/xii-dies-romanicus-turicensis\/wp-json\/pressbooks\/v2\/chapters\/57\/revisions\/723"}],"part":[{"href":"https:\/\/dlf.uzh.ch\/openbooks\/xii-dies-romanicus-turicensis\/wp-json\/pressbooks\/v2\/parts\/3"}],"metadata":[{"href":"https:\/\/dlf.uzh.ch\/openbooks\/xii-dies-romanicus-turicensis\/wp-json\/pressbooks\/v2\/chapters\/57\/metadata\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/dlf.uzh.ch\/openbooks\/xii-dies-romanicus-turicensis\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=57"}],"wp:term":[{"taxonomy":"chapter-type","embeddable":true,"href":"https:\/\/dlf.uzh.ch\/openbooks\/xii-dies-romanicus-turicensis\/wp-json\/pressbooks\/v2\/chapter-type?post=57"},{"taxonomy":"contributor","embeddable":true,"href":"https:\/\/dlf.uzh.ch\/openbooks\/xii-dies-romanicus-turicensis\/wp-json\/wp\/v2\/contributor?post=57"},{"taxonomy":"license","embeddable":true,"href":"https:\/\/dlf.uzh.ch\/openbooks\/xii-dies-romanicus-turicensis\/wp-json\/wp\/v2\/license?post=57"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}